I disturbi dell’alimentazione sono patologie complesse i cui sintomi si esprimono su più livelli (psichico, fisico, alimentare), rendendo necessario un approccio diagnostico e terapeutico multidisciplinare (Apa2006 Nice, 2017).

Questo richiede l’attivazione di un team specialistico multiprofessionale che includa psichiatra o neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta, medici con competenze nutrizionali (specialistica in scienze dell’alimentazione internista, pediatra endocrinologo) e figure professionali specifiche quali dietisti, educatori tecnici della riabilitazione psichiatrica, fisioterapisti e infermieri in grado di operare secondo un modello integrato, ovvero di “Rete” (P Colamonico 20017).

La “Rete” è probabilmente la metafora più usata per indicare un insieme di unità (professionisti o enti) che operano e lavorano in modo autonomo e interconnesso. Le interconnessioni rappresentano le maglie della Rete, mentre i nodi sono le attività svolte dai singoli.

Ogni singolo nodo si intende le interazioni con gli altri; ogni singolo nodo influenza l’operosità degli altri; e allo stesso tempo, ne viene influenzato.

L’ autonomia di cui godono i professionisti di ciascuna unità, lungi dall’ indurla a chiudersi in un lavoro in solitudine, è proprio ciò che li incoraggia ad aprirsi ed andare alla ricerca di continui contatti e scambi. Il lavoro di Rete è pertanto, l’insieme degli interventi di connessioni di risorse e strategie tesi a produrre concatenazioni di relazioni significative e finalizzate a migliorare il benessere delle persone e della collettività. (Zilianti, Rovai, 2014). In altre parole, la Rete può essere intesa come un prodotto naturale del vivere sociale che suggerisce all’ operatore strategie funzionali all’ analisi e alla comprensione della realtà, conducendola allo sviluppo di collegamenti e legami tra competenze diverse. La Rete rappresenta quindi un agire partecipato in cui intervengono

  • Disponibilità e capacità di creare nodi più saldi
  • Connessioni e scambi reciproci

Una tale prospettiva di lavoro comune ed “ecologica “porterà auspicabilmente, a interventi più efficaci e risolutivi (Ferrario, 2009). Se dunque il lavoro di Rete consiste nel soddisfare una necessità o nel raggiungere un obiettivo attraverso la creazione di legami e di sinergie tra vari tipi di risorse, è necessario che gli operatori (offerta). È altresì necessario tenere conto del contesto (familiare, sociale e istituzionale) cui l’intervento si svolgerà nonché delle risorse formali e informali disponibili.